Il Giappone di Pearl S. Buck

 


Il Giappone fu per Pearl S. Buck, scrittrice americana vissuta a lungo in Cina, l’altro grande amore.

E’ strano come di questo legame con il Giappone si sia sempre parlato poco nella pubblicistica che riguarda Pearl Buck, prima donna americana a vincere il Nobel per la letteratura. Eppure lei, fin da piccola, viaggiò, soggiornò, e tornò diverse volte in Giappone. Fu in Giappone che trovò riparo più di una volta quando la sua famiglia dovette fuggire dai conflitti cinesi dei primi decenni del ‘900, e in occasione di una sosta che durò un anno, ebbe modo di studiare cultura e tradizioni di quel paese. Pagine sul Giappone si trovano nei suoi libri autobiografici, in alcuni saggi e monografie, e in Giappone sono ambientati diversi suoi romanzi: è il caso di “L’amore di Ai Huan”, la vicenda del quale si svolge tra Cina e Giappone, o “La grande ondata”, un racconto quest’ultimo dal quale è stato tratto un film girato in Giappone nel 1961. “La grande ondata” riprende una vicenda con la quale Pearl Buck aveva voluto inviare un messaggio di speranza al popolo giapponese che nei secoli era sempre riuscito a risollevarsi dopo terremoti e altre calamità naturali. Della produzione del film, e del suo ruolo, Pearl Buck parla nel libro autobiografico “Un ponte per l’altra riva”, anche questo ambientato interamente in Giappone.

Delle sue opere “giapponesi”, il romanzo che mi ha colpito di più è “Il fiore oscuro”. Il tema, come in altri libri di Pearl Buck, è il rapporto tra due diverse culture, con i problemi di integrazione che ne derivano e che dipendono dai pregiudizi, in questa vicenda accentuati dal conflitto mondiale, dalla sconfitta giapponese e dall’occupazione americana.

Il dottor Sotan Sakai che aveva vissuto gran parte della sua gioventù negli Stati Uniti, e lì si era sposato, aveva avuto due figli, ed aveva imparato ad amare quel paese, nel clima prebellico che vede contrapposti Stati Uniti e Giappone, era stato posto di fronte ad una terribile scelta: vivere in un campo di internamento in Arizona, o essere rimpatriato in Giappone. A differenza di suo figlio che nonostante tutto decide di restare negli USA, il dottor Sakai opta per il ritorno, che diventa per lui l’occasione di riscoprire ed abituarsi di nuovo alla cultura del suo popolo. La situazione in parte si ripete per la figlia Josui, le cui vicende commoventi sono il cuore del romanzo.

Josui, innamorata di un marine conosciuto a Kyoto, decide di tornare a vivere negli Stati Uniti dove era nata, ma trova un paese e un ambiente culturale molto diverso da quello che ricordava.

GD

“Il fiore oscuro” scritto nel 1947, è stato pubblicato in italiano nel 1970 da Mondadori.

Se vi interessano i libri di Pearl Buck questo post fa per voi https://turismocinese.blogspot.com/2020/08/la-prima-moglie-e-gli-altri-romanzi-di.html

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