Perdendo il Giappone


Vi segnalo un paio di libri. Il primo uscito diversi anni fa, è di appena 64 pagine, “Perdendo il Giappone” di Riccardo Rosati, un libro che francamente non conoscevo, sino a quando non ho letto una breve scheda di Giovanni Balducci, che sintetizzo di seguito:
“Rosati affronta in queste pagine la spinosa questione della inarrestabile occidentalizzazione del Giappone da una prospettiva alquanto critica, e se vogliamo addirittura “tradizionale”.
«Si parla di evoluzione – afferma – quando un paese innova la propria società aprendosi, senza però svendersi, a influenze esterne, e cerca di crescere mantenendo e talvolta riverendo la propria identità.»
Mentre si può parlare di involuzione quando una società rifiuta il passato «guardando con sufficienza alle proprie tradizioni, abbandonando i suoi costumi per indossarne altri che non è detto siano meglio di quelli troppo celermente abbandonati.»
Due sono le figure che principalmente Rosati prende a modello quali incarnazioni di queste contrapposte istanze: Yukio Mishima, il samurai-dandy, o forse il dandy-samurai, che amava la letteratura europea e trafficava con Moravia, ma che nondimeno con il suo estremo sacrificio commesso secondo la formula tradizionale del seppuku cercò di restituire al Giappone il suo «autentico volto» ormai quasi del tutto sfigurato dall’invasione yankee, e Haruki Murakami, il quale troppo spesso nei suoi scritti «dipinge un Giappone che sa molto, forse troppo d’America», dimostrando al contempo «un totale disinteresse per la propria cultura.»
La scheda è tratta da questa pagina, dove trovate il testo integrale:


Di occidentalizzazione come modello autoimposto parla Marino Corona che sostiene che dopo il crollo del feudalesimo “i Giapponesi reagirono in modo del tutto giapponese: decisero da un giorno all’altro di diventare “occidentali”, anzi più occidentali degli stessi europei. Essi tentarono cioè quella stressa operazione che 15 secoli prima avevano compiuto nei confronti della grande civiltà cinese”. “Considerato questo modo di procedere” continua Corona “si comprende benissimo come dietro ad una facciata che ostenta i caratteri della più genuina tradizione occidentale, siano rimasti” l’anima e la cultura giapponesi. Il titolo di questo libro di Marino Corona è “Onore e spada. Il Giappone dei Samurai” (Milano 2013). Su quest'ultimo aspetto si veda anche QUI

Commenti

Post popolari in questo blog

Turismo giapponese outbound in crescita da 3 anni

Come accogliere i turisti giapponesi