Ospitalità in casa: una nuova normativa in Giappone



Nei giorni in cui mi trovavo in Giappone è stata approvata una legge importante per gli affitti brevi in casa dei giapponesi. 
Riporto una breve nota di Giulia Pompili tratta dalla sua newsletter Katane: E' entrata in vigore la nuova legge sul minpaku, cioè l'affitto degli appartamenti ai non residenti, per brevi periodi. Insomma la legge giapponese su AirBnb. Il governo si trovava infatti davanti a una regolamentazione complicata: da una parte, il servizio diretto con l'ospite nelle abitazioni in Giappone è apprezzatissimo, soprattutto per via della tradizionale ospitalità nipponica (io ho usato spesso AirBnb in Giappone, ed è strepitoso). D'altra parte, in vista delle Olimpiadi 2020, Tokyo si è resa conto di non avere abbastanza strutture alberghiere. Ora si può affittare una stanza fino a 180 giorni all'anno semplicemente notificando l'ospite alla prefettura.
Integro questa informazione con quanto pubblicato dal quotidiano Italia Oggi: dal 15 giugno 2018 quel giorno AirBnb si è impegnata a eliminare dal proprio sito i giapponesi privi di licenza obbligatoria. E questo perchè la nuova legge subordina l'utilizzo di Airbnb ad una procedura burocratica molto restrittiva, e affida alle amministrazioni locali le modalità di applicazione. Inoltre, si legge nell’articolo di Simonetta Scarane, il governo ha appesantito le sanzioni in caso di ospitalità illegale: l'ammenda è passata da 30 mila e un milione di yen, o sei mesi di prigione.

“La legge che restringe l'utilizzo di Airbnb è stata approvata sotto la pressione delle lobby degli albergatori tradizionali mobilitati per arginare l'invasione estera, specialmente in direzione del turismo cinese di massa, e dell'opinione pubblica che non ha gradito l'abuso di albergatori occasionali, temendo il rischio di ospitare terroristi”.

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