Turismo giapponese nello spazio



Vi propongo qualche riga ripresa da “Katane, notizie da Asia e Pacifico” di Giulia Pompili, del 13 aprile 2018 (newsletter e davvero interessante!).

“Chiaki Mukai, ed è la prima astronauta donna giapponese. 66 anni, 500 ore di volo nello spazio, è lei a guidare lo Space Colony Research Center, un centro di ricerca all'interno dell'Università delle Scienze di Tokyo". Così scrive Giulia Pompili su “Katane, notizie da Asia e Pacifico” del 13 aprile 2018", "E' nella nostra natura l'esplorazione. La terra è un po' piccola per noi, non trovi?", dice la Mukai ai giornalisti, che vuole fare "l'assistente di volo per i turisti dello spazio" e soprattutto: "E' realistico pensare a una colonia sulla luna entro il 2030". Per una eventuale base lunare cosa serve? Anzitutto: energia, e poi cibo. Ma non il cibo che si mangia nella Stazione Spaziale Internazionale – perché, spiega Mukai, "funziona come un campo base, ogni cosa che serve bisogna portarsela dalla terra", e se si vuole creare una vera colonia bisogna essere autosufficienti”.

Quando ho letto queste righe mi è tornato in mente Isaac Asimov, scrittore di fantascienza e divulgatore scientifico, che negli anni ’80 aveva scritto: “Se le infrastrutture saranno sufficientemente sofisticate potremo attenderci di vedere alberghi sulla Luna in 50 anni e se la stessa industria si butterà nello spazio, mi aspetto di vedere viaggiatori d’affari assieme ai turisti di tali alberghi. Il problema di questa mia previsione è che sono troppo conservatore. Chi avrebbe pensato che nel 1903, quando fu lanciato il primo aereo, che avremmo passeggiato sulla luna 66 anni dopo?”.


Se questo argomento vi interessa ecco un altro articolo QUI
E nel 2022 apre il primo hotel in orbita: leggi QUI

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