「100年後、小さな村は残っているか?」Fra 100 anni i borghi ci saranno ancora?



「100年後、小さな村は残っているか?」
2017年10月5日(木)。アルベルゴ・ディフューゾ協会会長のGiancarlo Dall'Araさんへのインタビュー。早朝からバスを乗り継いで、エミリア・ロマーニャ州の山の上の小さな村にあるお宅にお伺いし、5時間程もの間お話させていただいた。
アルベルゴ・ディフューゾとは直訳で「点在するホテル」のこと。はじまりは1976年にFriuli地方にて発生した地震の後に修復した家を活用する動きだったが、それを1つの観光地域づくりのモデルとして確立した方がGiancarloさんだ。
2017年4月、アルベルゴ・ディフューゾの1つがある、エミリア・ロマーニャ州のポルティコ・ディ・ロマーニャ村を訪れたが、人口350人の村で、政府の助けもない中で、観光による地域の発展を実現している様子に驚かされた。
イタリアの村には、世界における地域の発展の鍵があるといえる。ただ、アルベルゴ・ディフューゾのモデルは、イタリアにおいても実現がなかなか難しいそうだ。
単にハコ(宿泊場所)だけがあっても機能しない。その地域に住む人々の存在が何よりも重要で、ハコは後から付いてくる。そのため、人々や行政のメンタリティが変わらないと、本当の意味での実現とは言えない。
このモデルを適用する時には、最初は住民はあまりオープンではないかもしれない。けれど、慣れてくれば徐々にオープンになる。
地域づくりのストラテジーへの関心が高まる中、日本でもこのアルベルゴ・ディフューゾのモデルはよく知られてきている。
Giancarloさんは、「日本で実現できれば、他の国に対して、どの国でもできるんだという事例を見せることができる」という。
地域づくりを促進するにあたっては、ネットワークやコラボレーションが大切だ。国内だけではなく、国を超えたネットワークがあれば、世界から観光客も呼ぶことができる。
では、イタリアと日本の間ではなにができるのだろうか。人々の文化への関心は強いように思うが、あらゆる層の人たちが両国の関係性から影響を受けられるまでの関係性はまだ構築できていないかもしれない。
「日本がイタリアから学ぶことはたくさんある。そして同時に日本がイタリアに与えられるものもたくさんある」Giancarloさんは言う。
イタリアと日本の双方向の関係性を構築する術を考えていきたいと思った。
では、最初の質問に戻りたい。
「100年後、小さな村は残っているか?」
答えは「場合による」というのが適切だろう。
Giancarloさんは、政府が人口減少や空家問題などの「解決」というところだけにフォーカスしていることが問題だと言う。
このような意識では地域の「発展」を推進するのは難しい。意識の変化と、制度整備が重要だ。例えば村で公的サービスを行う人たちへの減税など、村に暮らす人たちを助けるシステムがあれば、100年後も、村は存続することができるかもしれない…。
今回は約1週間の短い滞在だけれども、いろんな方々に助けていただきながら、とっても濃い時間を過ごせていることに感謝です。
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"Fra 100 anni, i borghi ci saranno ancora?"
È una bella domanda.
Giovedì, 5 Ottobre, ho intervistato Giancarlo Dall'Ara, il fondatore del Associazione Alberghi Diffusi; un modello del sviluppo locale.
In aprile, ho visitato Portico di Romagna (Emilia Romagna), uno degli Alberghi Diffusi. Mi sono impressionata dalla vitalità del questo borgo. Nonostante c'è solo 350 abitanti e senza l'aiuto del governo, fanno il turismo per lo sviluppo locale,
Dice "Questo modello del Albergo Diffuso non funziona solo con le case (gli edifici)...Funziona grazie all'esistenza e al coinvolgimento degli abitanti del luogo."
Nei borghi italiani, c'è la chiave per lo sviluppo locale nel mondo.
Giancarlo dice che anche in Italia è difficile realizzare questo modello del Albergo Diffuso e promuovere lo sviluppo locale. Cambiare la mentalità delle persone non è facile. C'è bisogno di tempo. Quando si applica il modello, gli abitanti possono essere chiusi inizialmente. Ma è questione di tempo e di formazione.
In Giappone, dove io abito, questo modello del Albergo Diffuso sta diventando noto, con l'interesse crescente alle strategie dello sviluppo locale.
"Il Giappone è un paese che potrà mostrare ad altri paesi nel mondo che in qualsiasi paese è possibile applicare questo modello" dice Giancarlo.
Per promuovere lo sviluppo locale, abbiamo bisogno di fare rete, di collaborazioni. Perché, da soli, non possiamo fare molto per lo sviluppo locale.
Non solo le reti all'Interno del paese, ma abbiamo bisogno anche di reti internazionali per promuovere il turismo internazionale.
Allora, l'Italia e il Giappone, cosa possiamo fare insieme?
C'è qualche interesse per tutti due paesi per collaborare?
Ci sono molte cose che il Giappone potrebbe modellare/imparare dall'Italia.
E anche ci sono le cose che il Giappone potrebbe dare/insegnare all'Italia.
E' possibile dare vita ad una collaborazione bidirezionale tra l'Italia e il Giappone.
Adesso torniamo al primo domanda;
"Fra100 anni, i borghi esisteranno ancora?"
La risposta è "dipende".
Giancarlo dice il problema è che il governo deve avviare una politica generale per i problemi dello spopolamento, delle case vuote, dei servizi nei borghi, dell'accessibilità/viabilità ecc....
Con la situazione attuale di assenza di una politica governativa, non è facile promuovere lo "sviluppo" locale.
Abbiamo bisogno di un cambiamento della mentalità delle persone e dello sviluppo del sistema governativo. Per esempio, il governo può aiutare le persone che vivono al borgo, riducendo le tasse a loro e alle imprese ecc...
Così, potrebbero preservare i borghi.
Un grandissimo ringraziamento a Giancarlo Dall'Ara. E anche a Marisa Raggi per aver presentato lui a me. Grazie mille!!!
articolo e traduzione di Yoko Tsumagari



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