Cosa cercano i turisti giapponesi in Sardegna?


Ho più volte constatato direttamente l’interesse dei turisti giapponesi verso la Sardegna, fenomeno che ho cominciato ad osservare da quando, ormai molti anni fa, Agostino Vargiu (titolare dell’AD Omu Axiu), mi ha raccontato dei gruppi di giapponesi che arrivavano ad Orroli (CA), nel suo Albergo Diffuso, interessati alle “lezioni di cucina”, e alle tradizioni più antiche dell’isola. 
E a suo tempo, ho fatto anche alcune proposte all'Assessorato regionale al Turismo.
Ora mi sono imbattuto in un articolo di un anno fa, che vi segnalo e nel quale si dice che i giapponesi in Sardegna “Sono affascinati dal cibo e dai vini, dalle architetture arcaiche, dalla gentilezza, e incantati dal colore del mare e dei tramonti”.
“Vogliono conoscere tutto dell’Isola: quali sono i piatti e i vini tipici, la storia, i posti più belli. “Imprescindibile la visita a Su Nuraxi di Barumini: lo conoscono perché è un sito inserito nella lista Unesco, per loro molto importante. Restano affascinati dalla storia del luogo, dai dettagli architettonici, dal fatto che sia rimasto in piedi per tremila anni. A Cagliari chiedono di visitare il mercato di San Benedetto e le cantine più note della provincia. Una tappa quasi obbligata è Alghero, è molto nota agli orientali perché se ne parla tanto su internet, mentre conoscono meno la Costa Smeralda e l’interno dell’Isola, posti di cui si innamorano quando li accompagniamo (…). Partecipano volentieri ai laboratori per fare la pasta o alle degustazioni dei vini. “Per loro l’aspetto enogastronomico è fondamentale: amano assaggiare i piatti tipici di ogni zona e si fanno sempre consigliare. E fotografano tutto”.

Trovate qui l’intervista a Giorgia Cesaracciu eCarla Deriu.


Concludo questo breve post segnalando, a chi non lo conoscesse, l’esistenza di un piccolo dizionario sardo-italiano-giapponese a cura del prof Shigeaki Sugeta, in passato docente di filologia romanza all’Università di Tokyo. Uno strumento straordinario, che non ha perso di attualità, e che può ancora essere utilizzato per valorizzare, assieme alla lingua sarda, anche la sua cultura e la sua offerta turistica.

nell'immagine il pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilatino

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