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Il Giappone di Pearl S. Buck

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Il Giappone fu per Pearl S. Buck, scrittrice americana vissuta a lungo in Cina, l’altro grande amore.E’ strano come di questo legame con il Giappone si sia sempre parlato poco nella pubblicistica che riguarda Pearl Buck, prima donna americana a vincere il Nobel per la letteratura. Eppure lei, fin da piccola, viaggiò, soggiornò, e tornò diverse volte in Giappone. Fu in Giappone che trovò riparo più di una volta quando la sua famiglia dovette fuggire dai conflitti cinesi dei primi decenni del ‘900, e in occasione di una sosta che durò un anno, ebbe modo di studiare cultura e tradizioni di quel paese. Pagine sul Giappone si trovano nei suoi libri autobiografici, in alcuni saggi e monografie, e in Giappone sono ambientati diversi suoi romanzi: è il caso di “L’amore di Ai Huan”, la vicenda del quale si svolge tra Cina e Giappone, o “La grande ondata”, un racconto quest’ultimo dal quale è stato tratto un film girato in Giappone nel 1961. “La grande ondata” riprende una vicenda con la quale …

Giappone: il problema delle case vuote

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In Giappone le case fantasma "akiya" in lingua giapponese, sono migliaia e aumentano ogni anno di più. Sono case lasciate vuote dagli anziani deceduti, che nessuno si cura di abitare perché i giovani vivono sempre più volentieri nelle grandi città. Il tasso di natalità, in Giappone, è così basso che la popolazione sta costantemente diminuendo. Ecco perché nessuno ha bisogno di queste vecchie case in campagna o in provincia, perché ormai ce ne sono troppe per una popolazione che diminuisce. I giapponesi sono sempre di meno. Succede perché in pochi decidono di avere figli, ma anche perché l'immigrazione è praticamente assente. Così, gli anziani che muoiono lasciano le case vuote, gli anziani che si trasferiscono in case di riposo fanno lo stesso, e i giovani che si trasferiscono in città per studio o lavoro rendono intere aree del paese completamente abbandonate.Schermo intero Anche se sono chiamate case fantasma, però, non sono certo delle case stregate: si tratta di vecc…

Yusaku Maezawa

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Tokyo, 26 luglio 2020 (foto di Haruko Hikarashi)

"L’opinione per chi non conoscesse bene i giapponesi è che mancano di creatività e che sono dei gran copioni.  Infatti quando sono all’estero prendono note e  fotografano proprio tutto. Si tratta però di uno stereotipo fasullo perché in realtà si scopre che la loro creatività è molto particolare. Non copiano pedissequamente, bensì  adattano un’idea occidentale alla loro cultura ed innovano. La cultura dei bonsai li aiuta a miniaturizzare; il semiconduttore lo scoprono in un’altra parte del mondo, ma loro lo adottano, lo sviluppano, adattano al prodotto ed avanzano. Una cosa banale, per ricordarlo: anziché avere wc e bidet separati, li hanno combinati in uno. Non è geniale? Anni fa ho avuto la fortuna, quando insegnavo economia e finanza all’Università Sophia di Tokyo (fondata dai gesuiti all’inizio del secolo scorso, ma con un’impronta laica) di conoscere un’antropologa geniale: Tsurumi Kazuko…

Parliamo di onigiri

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"Se c'è una cosa che vi cambia la vita quando siete in Giappone sono gli onigiri (la polpetta di riso con dentro un condimento variabile) dei convenience store. Non tutti – anzi alcuni proprio no, ma non ho ancora fatto una classifica precisa di junk food – ma quelli di Seven Eleven sono comunque la cosa migliore da mangiare quando avete fame, in qualunque momento delle ventiquattr'ore. L'onigiri tuna e mayo del Seven Eleven figura tra le cose più desiderabili nei momenti di fame acuta della sottoscritta, ma credo un po' di tutti. Pure in Corea del sud fanno una specie di onigiri, si chiama samgak kimbap ed è triangolare. Anche in Giappone ci sono le varianti triangolari, più comode. Siccome il riso è appiccicoso hanno un'alga intorno – che si mangia pure quella – e sono chiusi singolarmente con la plastica. Devo dire quando vedete qualcuno scartare facilmente un onigiri senza romperlo, è come per chi riesce a staccare due zampironi uniti insieme, si capisce l…

San Leo e la Valmarecchia nella matita di Kazuhiko Kate

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San Leo e la Valmarecchia scenario delle avventure del celebre ladro gentiluomo nato dalla matita di Kazuhiko Kato, alias Monkey Punch. Nel video (in lingua giapponese) è possibile vedere gli sfondi del film: la Valmarecchia vista da San Leo, con in evidenza il monte di Perticara, il fiume Marecchia e la Rocca di Maioletto. Una vetrina internazionale e suggestiva per gli splendidi scenari dell'entroterra riminese.

Giapponesi e Italiani hanno tanto in comune

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Il Giappone è un paese antico con una storia affascinante e una struttura sociale molto particolare. Ci sono punti di contatto tra la cultura giapponese e quella italiana ? E con quella ligure? Cosa si conosce di Genova in Giappone? Forse quello che più colpisce del Giappone sono gli aspetti relativi all’interazione fra le persone, il rispetto e le convenzioni nel modo di relazionarsi, l’educazione, l’osservanza delle norme del vivere civile. Tutto questo si rispecchia, come per ogni popolo, anche nella lingua. Ad esempio, non esistono generi maschile o femminile, ma si dà molta attenzione ai ruoli, come Maggiore (grande/maturo) e minore (giovane/praticante). Nonostante questo mondo sembri molto diverso dal sentire italiano, i giapponesi e gli italiani hanno tanti punti in comune: l’amore per l’arte e la musica, l’orgoglio per le proprie tradizioni. In particolare, fra giapponesi e genovesi, c’è un sentire comune: la riservatezza, la sobrietà, l’amore per il cibo tradizionale ma anche …

I turisti giapponesi continuano a voler andare in vacanza all'estero

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Una indagine realizzata dall’editore della guida di viaggio "Chikyu no Arukikata", ha rilevato che circa il 40% dei viaggiatori giapponesi vorrebbe andare in vacanza all’estero nei prossimi mesi (da luglio a ottobre).