Edoardo Chiossone dalla Liguria al Giappone



Tra i tanti personaggi italiani che hanno dato un contributo alla storia del Giappone, e che bisognerebbe fare conoscere e valorizzare di più, voglio ricordare Edoardo Chiossone, che, tra le altre cose fu autore di un ritratto chiamato “Go-shin-ei” (ritratto imperiale) che occupa un posto speciale nella storia del Giappone.
Nato ad Arenzano vicino a Genova, nel 1833, riuscì a farsi inviare dalla Banca d’Italia, nella quale lavorava, in Germania, presso la società Dondorf allo scopo di apprendere le tecniche per la realizzazione di banconote. Il governo giapponese che aveva commissionato proprio alla Dondorf le nuove monete, notò Chiossone e lo invitò in Giappone. Qui divenne direttore dell'officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze e tra le altre cose realizzò le banconote emesse nel 1878 con il volto dell’imperatrice Jingû, figura semileggendaria che condusse guerre militari sia in Giappone che in Corea.
La storia del ritratto è davvero singolare.
L’imperatore Meiji non voleva essere fotografato, ma la corte e gli ambasciatori avevano bisogno di suoi ritratti per le loro relazioni soprattutto con i paesi esteri. Chiossone per realizzare il ritratto dell’Imperatore dovette prendere degli schizzi di nascosto.
Il ritratto realizzato nel 1888 fu dunque il frutto di un lavoro piuttosto complesso, ma che riuscì perfettamente. I giapponesi che vedevano nell’imperatore una figura semidivina, accolsero il ritratto - che fu a lungo considerato una fotografia – con timore reverenziale e commozione.
Di recente Koji Taki, filosofo e critico d’arte, ha scritto che “in effetti nessun’altra immagine ha esercitato una simile influenza sulla storia politica del Giappone come questo ritratto”.
Aggiungo solo che Edoardo Chiossone è ancora oggi l’unico straniero cui sia stato dedicato un francobollo commemorativo in Giappone.
Chiossone morì nel 1898 in Giappone e lasciò la sua enorme collezione di dipinti, lacche, monete,  abiti e stampe all’Accademia linguistica e delle belle Arti di Genova. Fu così che nel 1905 venne inuagurato il ricchissimo museo d’arte giapponese “Edoardo Chiossone” di Genova.
Chiossone, come tanti altri illustri italiani può essere riscoperto e valorizzato anche da chi si occupa di turismo, occorre però una progettualità adeguata in particolare alle aspettative dei visitatori giapponesi.
Giancarlo Dall’Ara


Immagine in alto: ritratto chiamato “Go-shin-ei”

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